Il fiordo di Furore: rara bellezza della Costiera Amalfitana

Fiordo di FuroreIl Fiordo di Furore si presenta all’occhio del visitatore come una sorta di  ferita nella roccia, una grossa crepa nella roccia dovuta allo Schiato, un torrente che per gran parte dell’anno resta secco e che, partendo dall’altopiano di Agerola, si riversa a picco nel mare.
Sembra bizzarro, un fiordo nel pieno della Costiera Amalfitana, perla incantevole del Sud Italia, considerando che i fiordi, queste rocce che scendono a strapiombo sul mare, sono una caratteristica dei paesaggi nordici, in particolare norvegesi e scandinavi. Eppure se avete la fortuna e il piacere di visitare Furore, scoprirete di quanto bello sia questo fiordo, nella sua straordinaria semplicità, di quanto lo spettacolo naturale tolga il fiato e renda il senso de “l’assorta meraviglia dell’essere” verso del poeta Alfonso Gatto, che gli dedicò una poesia. Almeno una volta nella vita bisogna venire ad ammirare tale meraviglia.

Nonostante il nome “Fiordo di Furore” con cui comunemente viene indicato dal punto di vista geologico è più corretto definirlo una rìa, ovvero un ristretto specchio d’acqua posto allo sbocco di un vallone a strapiombo sul mare. Questo spettacolo naturale è dovuto al lavoro continuo del torrente Schiato che partendo da Agerola corre lungo la montagna fino a buttarsi in mare. Tutto questo avviene sul territorio accogliente di un piccolo borgo marinaro che fu scelto come dimore, tra gli altri, da Roberto Rossellini e da Anna Magnani, che in quel periodo aveva una relazione col regista. Proprio questo borgo fu scelto dal celebre regista come scenario del film L’amore di cui Anna Magnani interpretò un episodio. All’interno di una delle casette del borgo è stato messo in piedi un piccolo museo dedicato a Rossellini e ad Anna Magnani.

Il fiordo è molto visibile anche dalla strada statale che lo scavalca di circa 30 metri tramite un ponte sospeso.
Proprio questo ponte rappresenta una magnifica cornice dalla quale ogni estate ha luogo una tappa del Campionato Mondiale di Tuffi dalle Grandi Altezze.
Proprio nel lembo di terra all’interno del fiordo sorgono due edifici utilizzati per la lavorazione di alcuni prodotti locali: lo Stenditoio e la Calcara. Lo Stenditoio veniva utilizzato per asciugare i fogli di carta estratti dalle fibre di stoffa mentre la Calcara rappresenta l’edificio nel quale avveniva la lavorazione delle pietre per l’edilizia del territorio.

Va ricordato che il fiordo di Furore compare anche nelle pagine del romanzo Italy dies scritto da Alex Monti.
Viene citato nel corso di una colluttazione tra uno dei due protagonisti e  un assassino che avviene proprio sul ponte stradale e successivamente all’interno del fiordo.

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